Il nuovo Metodo Classico Pas Dosé, frutto del progetto d’eccellenza dedicato alle bollicine d’alta quota della Cantina piemontese, va ad affiancare il Cinquecento Brut. Nasce da uve che provengono da vigneti selezionati a oltre 600 metri d’altitudine e riposa almeno 42 mesi sui lieviti.
Diventare gli specialisti dell’alta quota: è questo l’obiettivo che si pone Vite Colte con il progetto dedicato alle bollicine in Alta Langa. La realtà vinicola piemontese votata all’eccellenza, che conta 180 soci viticoltori che coltivano oltre 300 ettari di vigneti nelle zone più vocate della regione, prosegue l’impegno nella creazione di spumanti d’altura e lancia Seicento, Alta Langa Pas Dosé Docg Millesimato 2020.
Una qualità altissima
Il nuovo Metodo Classico, che va ad affiancare il Cinquecento Brut, «sposta ancora più in alto l’asticella nella ricerca della qualità», spiega il presidente Piero Quadrumolo. «Laddove il disciplinare di produzione fissa l’altezza minima dei vigneti a 250 metri, noi siamo andati oltre, selezionando uve provenienti addirittura da più di 600 metri per ottenere mosti con livelli di acidità importanti. Il clima che cambia comporta vendemmie sempre più anticipate. E andare in alto non è un vezzo, ma ci consente di riportare la vite al suo ciclo biologico completo e di ritrovare poi in bottiglia un ottimo corredo aromatico». Una base acida così ampia necessita anche di un prolungamento dei tempi di affinamento sui lieviti. Infatti Seicento riposa almeno 42 mesi in bottiglia prima della sboccatura, mentre Cinquecento si ferma a 30 mesi e a 500 metri (altezza dalla quale provengono le sue uve).
Dove e come nasce il Seicento
Tornando a Seicento, i grappoli di Pinot nero all’80% e Chardonnay al 20% arrivano da soli 2,5-3 ettari suddivisi in piccoli appezzamenti sui crinali alla destra e sinistra del fiume Belbo nel comune di Borgomale (Cuneo). I suoli della zona sono quelli tipici del bacino terziario piemontese. In particolare, i terreni di coltivazione traggono origine da rocce sedimentarie marine composte da potenti bancate di arenarie frammiste a strati di marna, che si sono venute a creare 12 milioni di anni fa in epoca Tortoniana.
Dopo la raccolta manuale in cassetta e la pressatura soffice, viene estratto solo il 45% del succo, che è lasciato decantare a freddo prima della fermentazione. Il Pinot nero riposa poi sui lieviti in acciaio; mentre alcune partite di Chardonnay effettuano la malolattica in piccole botti di legno per dare maggior complessità all’assemblaggio finale. Seicento Alta Langa è prodotto in sole 5.000 bottiglie, l’obiettivo è di arrivare a 10.000.
Nel calice sprigiona un perlage fine e persistente con profumi intensi di miele, agrumi e sentori di crosta di pane; al palato si presenta complesso e lungo, con note minerali, ma cremoso e persistente.
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Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 1/2025. Acquista
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