È difficile da misurare per la complessità del fattore umano che ne è alla base. Oltre ai parametri interni che riguardano salute, sicurezza e formazione dei dipendenti, vanno calcolati quelli esterni che coinvolgono comunità locali e consumatori.
L’articolo fa parte della Monografia Impatto (Civiltà del bere 3/2024)
Messa in ombra dagli aspetti economici e ambientali a cui, però, è intrinsecamente legata, la sostenibilità sociale è il terzo pilastro portante di un approccio aziendale rispettoso dell’ambiente e soprattutto di chi lo vive. Il fattore umano e le relazioni tra lavoratori, fornitori e consumatori di oggi e di domani – i cosiddetti stakeholder – costituiscono il perno attorno cui ruota la dimensione sociale che ultima, ma non per importanza, è in grado di restituire attraverso i dati raccolti nel Bilancio di sostenibilità una fotografia della società attuale.
Il ruolo delle nuove generazioni
Proprio per il raggio d’azione ampio e meno tangibile rispetto ai numeri che regolano la sostenibilità economica e agli impatti ambientali sempre più urgenti, all’interno di un Bilancio di sostenibilità i temi sociali potrebbero essere trascurati. Ciò avviene anche per l’evidente difficoltà a definire, quantificare e, di conseguenza, monitorare la complessità delle relazioni. Eppure, il rispetto e il monitoraggio di questa dimensione “umana, troppo umana” – prendendo in prestito le parole del filosofo Friedrich Nietzsche – rappresentano un aspetto cruciale nel percorso di un’azienda verso la gestione responsabile e lungimirante nei confronti dei dipendenti e dell’intera comunità. D’altronde, sono proprio le nuove generazioni (Millennial e Gen Z), più informate e coinvolte dei loro predecessori, a richiedere prodotti che siano socialmente sostenibili, accendendo un faro sulle questioni etiche e sociali.
Dalla sicurezza alle pari opportunità
In quanto bene di consumo, ma anche prodotto culturale dal forte potere di aggregazione sociale, il vino e le attività a esso collegate danno origine a un profondo impatto locale e globale. All’interno del Bilancio di sostenibilità presentato da un’azienda operante nel settore del vino, le performance sociali sono analizzate tramite indicatori GRI della serie 400, un insieme di standard che anche in ambito vitivinicolo possono essere divisi in due sottocategorie: i parametri interni, ovvero le pratiche sociali messe in atto nei confronti dei lavoratori dipendenti; ed esterni, pensati per misurare i rapporti con le comunità locali e i consumatori globali.
Nel primo caso, oltre alla sfera occupazionale (GRI 401), che prevede l’analisi delle assunzioni, il tasso di turnover del personale e i benefit forniti ai dipendenti, risultano di fondamentale importanza la salute e sicurezza (GRI 403), compresa l’identificazione di gruppi di lavoratori esposti a rischi: si pensi, per esempio, a chi si occupa della diffusione dei trattamenti. Vengono in questo caso presi in considerazione i tassi di infortunio e di decessi sul lavoro, le malattie professionali e i giorni di assenza. Viene, inoltre, fornita una panoramica sulle misure di prevenzione, tra cui l’adozione di attrezzature e dispositivi di protezione individuale, ma anche la formazione e istruzione (GRI 404) tramite piani di miglioramento, corsi e approfondimenti che hanno lo scopo di creare un ambiente di lavoro sano e sicuro.
Sempre all’interno dell’ambito del benessere dei lavoratori e delle politiche di welfare aziendale si inserisce la necessità di sostenere e promuovere lo sviluppo professionale dei dipendenti anche attraverso la diversità e le pari opportunità (GRI 405) in un settore tradizionalmente a predominanza maschile.

Il rapporto con il territorio
Per quanto riguarda la ripercussione delle buone pratiche di sostenibilità da parte delle Cantine sull’ambiente sociale esterno sono da evidenziare l’apertura alla ricerca e allo sviluppo, le attività filantropiche e le iniziative di tutela del patrimonio storico-artistico a beneficio del territorio e delle comunità locali (GRI 413) sulle quali la sostenibilità sociale si riverbera quanto quella economica.
Grande rilevanza è poi data al dialogo costante con il consumatore tramite l’uso dei social media, l’attività di enoturismo, l’organizzazione di feste ed eventi e una comunicazione trasparente in grado di coinvolgere tutta la catena di fornitura (GRI 414). All’interno della promozione della cultura del vino, sempre più aziende produttrici stanno incoraggiando un consumo moderato e consapevole.
Infine, è da considerare all’interno della sostenibilità sociale anche la misurazione dell’impatto delle pratiche agricole sulla qualità del suolo, in particolar modo se queste influenzano la salute e il benessere delle comunità vicine: un tema di grande rilevanza nelle aree maggiormente vitate, dove può capitare che i vigneti siano confinanti con case, scuole, ospedali. In questo caso, l’adozione di pratiche agricole più sostenibili a livello ambientale e sociale ha portato alla limitazione e talvolta anche all’eliminazione dell’uso di sostanze chimiche.
La lettura di questi indicatori rivela come tematiche ambientali e sociali si sovrappongano, portando alla necessità di considerare la sostenibilità a tutto tondo.
Narrazione ed evoluzione continua
Il Bilancio di sostenibilità sociale è uno strumento di grande utilità attraverso il quale le imprese vitivinicole possono indicare il raggiungimento di obiettivi, sviluppare strategie consapevoli, veicolare la propria immagine e comunicare valori culturali, etici e di prospettiva futura sul breve e lungo periodo. L’adozione di questi principi è in grado di apportare benefici al business e aiuterà e conquistare la fiducia dei clienti.
Nella stesura dei risultati ottenuti nell’anno di riferimento si crea uno spazio di condivisione, che ben si presta a una narrazione discorsiva e in costante evoluzione. Più che in altri ambiti, gli indicatori sociali sono punti aperti, in quanto soggetti a lacune e per questo sottoposti a una continua revisione, che spesso scaturisce in seguito a fatti di cronaca – si pensi allo sfruttamento della manodopera migrante – e al cambiamento del sentire comune.
Nonostante ci sia ancora molta strada da percorrere, è ora facile comprendere perché sempre più aziende dovrebbero dimostrare un impegno crescente verso pratiche socialmente responsabili in grado di garantire un futuro al vino, a chi lo produce e a chi lo beve.
Foto di apertura: gli indicatori che riguardano la sfera occupazionale (GRI 401) analizzano assunzioni e benefit ai dipendenti © Parusso