Tra le 2.643 etichette entrate nella nostra superclassifica, tre hanno visto convergere il consenso della critica: Sassicaia, San Leonardo e Ben Ryé. Il punto sui criteri di selezione che cambiano e alcune curiosità guida per guida. Barolo Docg, Toscana Igt e Brunello di Montalcino Docg sono le denominazioni più premiate, rispettivamente con 197, 139 e 131 vini.
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Quest’anno la vetta della nostra superclassifica, che somma i risultati delle maggiori guide enologiche italiane, se la dividono solo in tre, e sono tre habitué del podio: il Sassicaia di Tenuta San Guido, che nell’ultimo ventennio ha saltato solo due edizioni 2006 e 2007 con le annate 2002 e 2003, il San Leonardo e il Passito di Pantelleria Ben Ryé di Donnafugata. Ma il nostro Top delle guide vini 2025 non finisce qui e, oltre all’elenco delle etichette più premiate del 2025, è ricco di tanti altri contenuti, come i
Best in class, cioè i migliori vini per tipologia, la classifica completa delle aziende, che comprende 1.660 realtà vitivinicole dal nord al sud della Penisola, numerosi grafici, tabelle ed elaborazioni, come la lista delle denominazioni italiane al top, sia nel loro insieme (Docg, Doc e Igt) sia singolarmente prese.
Il criterio di selezione
Prima di procedere nell’analisi dell’edizione 2025, ricordiamo i criteri di selezione che adottiamo. Alcuni li abbiamo modificati per adeguarci all’evoluzione delle guide analizzate. Innanzitutto prendiamo in considerazione solo le guide nazionali e non quelle che si concentrano su specifiche categorie, come vini da vitigni autoctoni (per esempio, Vinibuoni d’Italia del Touring), o biologici, naturali, artigiani, ecc. Tra quelle di respiro nazionale, inoltre, evitiamo le pubblicazioni che per le loro scelte soggettive (per eccesso o per difetto) non permetterebbero un confronto “tra pari”. Ne sono un esempio l’Annuario dei migliori vini italiani di Luca Maroni, L’Espresso con una selezione di oltre 1.000 etichette curata da Luca Gardini e I migliori 100 vini e vignaioli d’Italia di Luciano Ferraro e James Suckling.
I 6 giudici e i loro punteggi d’eccellenza
Per quanto riguarda i nostri giudici e i loro massimi punteggi anche quest’anno abbiamo considerato: Bibenda con cinque grappoli, Doctor Wine con faccini di Daniele Cernilli (etichette dai 95 punti), Gambero Rosso con tre bicchieri, Slow Wine con top wines e Veronelli con tre stelle oro, Migliori assaggi e Grandi esordi. Discorso a parte merita Ais Vitae per la quale abbiamo deciso di considerare d’ora in poi i vini gemma (4 tralci con punteggio da 94 in su) e i Taste de vin, eccellenze del territorio. I 4 tralci (da 90 in su) nel 2025 hanno allargato la loro platea fino ad arrivare a comprendere ben 2.326 vini. Un numero che non ci permetterebbe un confronto paritario con le eccellenze delle altre pubblicazioni, che al massimo arrivano a contarne 775 come Slow Wine. Che non a caso anche quest’anno è la guida più “soggettiva”, cioè quella con il maggior numero di “cuori solitari” (vini che raggiungono il massimo punteggio solo per lei), il 75,4%. Ed è anche la pubblicazione a causa della quale la vetta della nostra superclassifica è ristretta a 3: tra le 26 etichette con 5 eccellenze, infatti, 11 non hanno meritato quella di Slow Wine.
Le peculiarità delle guide
Ma ogni guida, o quasi, ha le sue peculiarità. Veronelli, per esempio, si fa portabandiera della tendenza rossista dei nostri giudici, che balza subito agli occhi scorrendo la tabella, che segnala anche le tipologie dei vini premiati. In alcuni casi, inoltre, abbiamo notato che premia un gran numero di etichette della stessa denominazione o prodotte dalla medesima azienda. In Piemonte, su 125 vini che hanno ottenuto il massimo dei voti, quasi tutti sono Barolo (82) e Barbaresco (26); in Friuli Venezia Giulia, su 12 etichette giudicate eccellenti, 6 appartengono alla stessa Cantina, Vie di Romans. Cernilli, dal canto suo, spesso premia annate diverse dalla maggior parte delle altre guide. Mentre i bianchi preferiti di Slow Wine sono gli Orange. Ais Vitae quest’anno in Toscana pare aver avuto un particolare occhio di riguardo per il Vino Santo, che ha ricevuto 13 massimi riconoscimenti tra quelli del Chianti, del Chianti Classico, di Carmigano e di Montepulciano.
Aumentano rossi e bollicine
Tornando alla nostra superclassifica, osserviamo il podio costituito da grandi classici e storici bordolesi, come Sassicaia e San Leonardo, e uno dei vini dolci nazionali più rinomati, come il Ben Ryé di Donnafugata. I critici raggiungono un accordo unanime sui rossi, in barba alle nuove tendenze di mercato che vedrebbero invece una diminuzione di interesse per questa tipologia e un aumento per quella delle bollicine, che fanno capolino qui con un solo esemplare tra le 26 etichette a 5 eccellenze, il Franciacorta Extra Brut EBB di Mosnel. Fuori dal podio anche la denominazione più premiata dalle guide, il Barolo, con ben 197 etichette; tra le 5 eccellenze ne troviamo tre: il Cannubi di Pira E. & Figli – Chiara Boschis, l’Ester Canale Rosso Vignarionda di Giovanni Rosso, il Bricco delle Viole di G.D. Vajra, tutti annata 2020.
Le denominazioni più amate
Rispetto all’anno scorso, nella top 20 delle denominazioni, che riguarda Doc, Docg e Igt insieme, mentre il Barolo rimane sovrano e l’Igt Toscana mantiene il secondo posto (con 138 etichette eccellenti), il Brunello di Montalcino (131) scalza l’Alto Adige (103), che scivola in quarta posizione. Seguono, come la scorsa edizione, Chianti Classico (93), Barbaresco (78) e Amarone della Valpolicella (70). L’Etna (50), confermando il trend crescente della denominazione siciliana, guadagna due posizioni e sorpassa di un soffio Franciacorta e Collio (entrambi a 48). Tra le prime 20 denominazioni notiamo anche l’ingresso di un altro spumante, il Conegliano Valdobbiadene, che si piazza appunto al ventesimo posto con 23 etichette eccellenti. Aumenta, infine, la presenza di denominazioni pugliesi, con l’arrivo della Doc Gioia del Colle (23) che si aggiunge all’Igt Salento (28).
Foto di apertura: elaborazione grafica di © V. Fovi