Il vino? Si può ascoltare. Paolo Scarpellini (classe 1953) si autoproclama Sound Sommelier dopo 20 anni di critica giornalistica musicale e altri 20 come giudice e reporter su varie testate. Il suo credo? Considerare il vino come “musica da bere” e la musica come “vino da ascoltare”. Ecco quattro abbinamenti tra vino e musica suggeriti dal nostro Sound Sommelier. Per info: www.psmusicdesign.it.
Canzone francese
Comtes de Champagne Rosé 2011 Taittinger

Mina – La Mer
(singolo 78 giri, 1946)
Il celebre chansonnier duetta col Comtes de Champagne Rosé 2011 Taittinger. Un soave arpeggio di archi iniziale fa fremere l’elegante rosato, spumeggiare nel calice. Spetta alla voce poi svegliare il liquido dormiente, liberando subito al naso fiori di acacia: i violini aggiungono ciliegia, il contrabbasso toni mentolati. Il ritornello vede quindi arpe e violini tessere la solare struttura tannica in bocca con mandarino e zafferano. Nel finale, l’acuto con coro maschile lancia sapide scie nella sciccosa chiusura.
Pop
Cantastorie 2022 Fa’wino

Mina – Se telefonando
(dall’album Studio Uno 66, 1966)
Il terroir? Svizzero: la tigre di Lugano si misura col mendrisiotto Cantastorie 2022 Fa’wino. I primi, lenti accordi di piano invitano la pupilla sul rosso rubino del Merlot ticinese. Le malinconiche trombe aprono quindi all’olfatto delicati frutti di bosco, mentre la voce suadente richiama la prugna che diventa marasca all’alzarsi del tono. Col ritornello spiegato, la stessa ugola sparge lamponi sulle papille; dagli archi arriva polvere di cannella. Nel finale, il coro femminile spreme more e mirtilli nell’avvolgente chiusura.
Jazz – Pop
Don Melchor 2021 Concha Y Toro

Julie London – You’d Be So Nice To Come Home To
(dall’album Julie…At home, 1960)
La sensuale vocalist americana seduce il cileno Don Melchor 2021 Concha Y Toro. Piano e vibrafono ci schiudono gli occhi sul rosso porpora del Cabernet Sauvignon, poi il cantato apre le danze olfattive tramite aromi floreali (violetta) e frutti rossi (prugna); la batteria fuma tabacco, il contrabbasso sbriciola brioche. Durante il ritornello la voce si fa mora in bocca, il vibrafono sparge setosi tannini sul palato, la chitarra inanella note sapide. Nel finale, il vibrafono estrae frutti rossi nella lunga chiusura.
Post Fado
Vintage Port 1966 Fonseca

Madredeus – Alfama
(dall’album Ainda, 1995)
La band portoghese condivide saudade col conterraneo Vintage Port 1966 Fonseca. Il duetto di chitarre acustiche avvolge subito di porpora il profondo rubino del Porto. Quando si unisce, il violoncello sprigiona al naso aromi di cioccolato fondente che sposano poi lamponi, cuoio e tabacco emanati dalle stesse chitarre. Sarà la stentorea voce femminile a shakerare sul palato caffè bollente e liquirizia insieme a fico e uva passa diffusi dalla fisarmonica. La fine improvvisa del brano contrasta la lunga, ammandorlata persistenza.
Foto di apertura: © alexkich – Adobe Stock