L’imprenditrice dà un’accelerata al suo percorso personale, dopo l’uscita dal gruppo di famiglia e presenta le due idee per esaltare la Valpolicella e Verona: Villa della Torre, un brolo attorno alla meravigliosa villa rinascimentale, e l’innovativo Peaks & Valleys
Dimentichiamo la quiete dopo la tempesta, qui siamo di fronte al ciclone dopo il temporale. Questo ciclone ha figura di donna e si chiama Marilisa. Breve recap: un anno fa una delle più note donne del vino, che porta un nome importante in Valpolicella, Allegrini, lascia l’azienda di famiglia, al cui successo internazionale aveva dato un contributo decisivo, grazie a quarant’anni di vulcanico impegno che le aveva fatto ottenere anche l’onorificenza di cavaliere del lavoro. First reaction, shock!
Il nuovo corso aziendale
Dopo 42 anni nel mondo del vino, quindi, Marilisa si trova a un bivio complicato ma, grazie al sostegno delle figlie Caterina e Carlotta che promettono di seguirla nell’avventura, decide di ricominciare e di fondare un suo gruppo, che prende il suo nome: Marilisa Allegrini. Si riparte dai suoi possedimenti: Poggio al Tesoro a Bolgheri (acquisita nel 2001), da San Polo a Montalcino (dal 2007) e da Villa della Torre (dal 2008), il suo sogno da bambina, una villa rinascimentale cinquecentesca di rara bellezza, probabilmente disegnata da Giulio Romano secondo il modello della domus romana.
L’incontro con Andrea Lonardi
Non è poco e non si parte da zero. Ma Marilisa non si accontenta di valorizzare queste già notevoli proprietà. Si rivolge a uno dei manager vitivinicoli più visionari del momento, da poco insignito del titolo di Master of Wine, Andrea Lonardi, già espertissimo sia di Toscana sia di Valpolicella, e gli affida l’elaborazione di un progetto. Ed eccoci all’oggi, non è passato nemmeno un anno intero e il progetto è stato presentato, domenica 9 marzo a Villa della Torre. Forse, tanta velocità la si deve allo scontro tra due tempeste, perché Andrea non ha certo una minore carica elettrica rispetto a Marilisa.
Due progetti paralleli
La novità riguarda il fronte veronese, quello più delicato nel nuovo viaggio in solitaria di Marilisa. Le tenute di Montalcino e di Bolgheri non sono certamente ferme, ma proseguono nell’indirizzo intrapreso in questi ultimi anni. Verona, territorio d’origine di Marilisa, meritava qualcosa di speciale. Ed ecco scaturire dalle riflessioni di Marilisa Allegrini e Andrea Lonardi, due percorsi paralleli, che ci sembrano interessanti “convergenze parallele”. Da una parte l’esaltazione di una prestigiosa e contemporanea classicità della Valpolicella, Villa della Torre; dall’altra l’innovazione e la libertà a partire dal marchio, in lingua inglese, Peaks & Valleys, che mira a esaltare le eccellenze di Verona, intesa come cento gravitazionale di aree viticole diverse, unite dalla forza di un paesaggio unico al mondo e definite appunto da picchi e valli: dalla Lugana al Soave passando per la Valpolicella. Non è un caso che, alla presentazione di questo progetto “panveronese” fossero presenti il sindaco della città scaligera Damiano Tommasi, il presidente della Provincia Flavio Massimo Pasini, il presidente di Veronafiere Federico Bricolo, il presidente del Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella Christian Marchesini e il presidente del Consorzio del Soave Cristian Ridolfi.


Tradizione e genius loci
Con il brand Villa della Torre sono stati presentati due vini, un Valpolicella Classico Superiore 2021 e un Amarone della Valpolicella 2020. Evoluzione di uno stile tradizionale, elegante e seduttivo, precisi e freschi i due vini nascono in un brolo, dieci ettari di vigna che circonda la villa. Qui sarà costruita anche la nuova cantina, per giungere al compimento di uno “Château”.
Il progetto Peaks and Valleys al momento comprende quattro vini, che diventeranno certamente sei e forse anche di più. Tutti i vini dovranno esprimere il concetto di esaltazione del genius loci, del terreno e del paesaggio. Marilisa Allegrini e Andrea Lonardi hanno fissato cinque punti, per creare vini unici, specchio dei loro territori. che puntano alla massima espressione: 1. suolo, 2. clima, 3. vitigni autoctoni, 4. sistemi di allevamento 5. vigne vecchie.




Le prime espressioni Peaks and Valleys
Così sono nate le prime quattro etichette, tutte dal millesimo 2024: Lugana Selva del Vescovo, dalle note floreali intense con un tipico tocco di alloro, secco e fresco dai terreni morenici a sud del Garda; i Soave “bianco” e “nero”, come ama definirli Lonardi, ovvero un Soave Classico Castelcerino, da suolo molto ricco di calcareniti, ampio, sapido, dall’acidità persistente e precisa e il Soave Classico Fittà, da suolo vulcanico ed espressione più matura, con frutto a pasta gialla, senape, mela rossa brillante, pieno, dal finale petroso e possente; infine il Valpolicella Classico Monte Lencisa dalla valle di Fumane; la vigna poggia su suolo rosa (molto raro) e il vino sprigiona la tensione tipica delle argille, con profumo brillante di ciliegia e spezie, molto floreale, al palato elegante, snello e dal finale tipicamente avvolgente.
Foto di apertura: la degustazione condotta da Andrea Lonardi nella Sala del Diavolo a Villa della Torre