L’ultima assemblea consortile ha detto sì alle produzioni da uve macerate all’interno della Doc, normandole. E ha aperto il tavolo tecnico su un nuovo vino a base di varietà esclusivamente locali (Friulano, Malvasia e Ribolla gialla). Tutte le ultime novità dal Goriziano.
Di molti vignaioli goriziani colpisce un certo latente pessimismo, il mancato spirito di squadra, quell’atteggiamento un po’ refrattario ai cambiamenti. Hanno un’indole di meticolosi e infaticabili lavoratori, vitivinicoltori nel midollo, dotati dell’esperienza atavica di rendere onore all’innegabile vocazionalità del territorio. La notizia è che si stanno scrollando di dosso la consuetudine per aprirsi a nuove opportunità, in sintonia con i tempi.
Anche i vini da uve macerate potranno essere Doc
Partiamo con il primo passaggio: introdurre la menzione “vino da uve macerate” nella Doc Collio. Tiriamo tutti un sospiro di sollievo, era tempo che la questione si chiarisse. La rinascita dei vini macerati nel mondo occidentale (per correttezza va segnalata la Georgia come prima patria, seppur come consumo locale) avviene a Oslavia, nel Collio appunto, grazie a produttori famosi in tutto il mondo (citiamo i fondatori, tra tutti Radikon e Gravner). «È da un anno e mezzo che ci stavamo lavorando, coinvolgendo soci e non attraverso tavoli tecnici», commenta la direttrice del Consorzio Tutela Vini CollioLavinia Zamaro.
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