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Champagne Deutz a una svolta con il nuovo importatore Sagna

6 Marzo 2025 Alessandro Torcoli
Champagne Deutz a una svolta con il nuovo importatore Sagna

In pochi mesi sono cambiate tante cose in una delle storiche Maison della regione: nuovo management, nuovo (anzi nuova) chef de cave e nuovo distributore in un mercato strategico come l’Italia. Al ristorante Seta di Milano abbiamo assaggiato tutta la gamma, caratterizzata da freschezza e immediatezza.

La storica Maison di Champagne Deutz è a una svolta. Tutto o quasi è cambiato negli ultimi mesi, compreso a valle l’importatore italiano, che ora è Sagna, altrettanto storica famiglia torinese non molto distante dai cent’anni di attività. I Sagna in Italia rappresentano – come ben sanno gli addetti ai lavori – anche la Maison Louis Roederer, per cui affiancare un altro Champagne è una bella sfida, che hanno raccolto con la serena compostezza che li caratterizza: “È stato naturale, perché da anni trattiamo con Delas, nel Rodano, ed è la stessa proprietà”, ci spiega Leonardo Sagna, esponente della nuova generazione, presente con il fratello Carlo Alberto alla presentazione di Milano, nel prestigioso ristorante Seta dell’hotel Mandarin. “Inoltre, le due Maison hanno stili molto diversi, per cui la nostra gamma si arricchisce senza rischi di sovrapposizione”, commenta Leonardo.

Il nuovo corso di Champagne Deutz

E veniamo a Deutz, che, come dicevamo, ha voltato pagina: il nuovo management è presente in forze al Seta, a partire dal ceo Marc Hoellinger e dalla chef de cave Caroline Latrive, già da Bollinger e Ayala, che subentra a Michel Davesne. Latrive ha raccontato tutti i vini, che a breve descriveremo, ribadendo più volte il concetto che “alla base resta lo spirito di libertà che da sempre caratterizza la Maison, che sceglie le migliori uve, sia tra quelle di proprietà sia tra quelle di affitto, per produrre Champagne di eccellenza, ma rinunciando a grandi volumi. Deutz è tra le aziende storiche della Champagne, il cui anno di fondazione risale al 1838 nel leggendario villaggio di Aÿ, unico ad essere classificato al 100% come Grand Cru per Pinot noir e Chardonnay. Curioso il legame dell’azienda con l’Italia: fondata nel 1838, la prima esportazione nel nostro Paese avviene già nel 1845.

Champagne Deutz
Incontro tra chef de cave e di cucina: Caroline Latrive e Antonio Guida del ristorante Seta

La ricetta è nello stile

La chef de cave Latrive aggiunge che la cifra distintiva di Deutz deve rimanere “la joie de vivre e la versatilità negli abbinamenti gastronomici, per Champagne non celebrali, ma di immediata piacevolezza”. Tornando alla libertà di Deutz, in cosa consiste praticamente? Prendiamo l’esempio del Brut classique la bandiera aziendale, che rappresenta circa l’80% della produzione: non esiste una ricetta, ma si cerca mantenere uno stile Maison. Una sua componente essenziale sono vini di Riserva, mediamente presenti al 50% (ma variabili), e le fermentazioni in inox, per mantenere frutto e espressione terroir. Per il resto composizione e assemblaggi sono gestiti con grande elasticità. Inoltre, Caroline Latrive porterà avanti l’impegno di esprimere sempre di più le parcelle eccellenti dei 46 ettari di proprietà e 350 da cui si approvvigionano da vigne di pregio, la maggior parte classificate Premier o Grand Cru. Da questo patrimonio si arrivano a eseguire 170 vinificazioni parcellari.

Veniamo agli assaggi, premettendo che – su tutti – per noi svetta una delle Cuvée de prestige (Deutz ne ha addirittura tre): Amour de Deutz, nel millesimo 2013.

champagne Deutz
I vigneti della Maison

Brut Classic

La base di questo assemblaggio è l’annata 2021, il blend prevede una buona dose di Chardonnay (45%), che ha fatto dire a Latrive che Deutz negli ultimi anni si è “chardonnizzato”. Pinot noir al 30% e Meunier al 25%. Il dosaggio è di 6,5 g/l ed è rimasto 3 anni sur lies. Proviene da 62 cru e il vin de réserve in questa edizione è al 57%, con le annate 2018, 2019 e 2020. In alcuni anni le riserve sono scese al 24% a dimostrazione della succitata “libertà”. Lo stile è preciso, fine e setoso, al naso esprime una combinazione duale e netta di gesso e frutto giallo, con nuances di mela matura, albicocca e prugna. Al palato è morbido, setoso, generoso.

Brut Rosé NV

L’assemblaggio è basato sull’annata 2021, il blend contiene Pinot noir al 76%, 23% di Chardonnay e 2% Meunier. Il Pinot noir “in rosso” vinificato fermo “alla borgognona”, per ottenere lo stile rosé (come si usa comunemente in zona) è presente al 5%. Le uve provengono interamente da vigne Premier e Grand Cru. Il dosaggio è di 6,5 g/l, l’affinamento di 3 anni. Lo stile è “croccante, elegante, intenso”. Al naso esprime mirtillo, fragola e un tocco di violetta. Il gusto è morbido, di frutto rosso maturo, mela rossa ed è caratterizzato da un delicato tocco di astringenza tannica.

Blanc de Blancs 2018

Primo assaggio della trilogia dei millesimati, tutti 2018, un’annata ottima, soleggiata, sana, generosa e di qualità. Le uve provengono da Avize (50%), Mesnil (45%) e Trépail (5%). Il dosaggio è sempre contenuto in 6,5 g/l. Sulle fecce fini per 5 anni, è uno Champagne di eleganza e freschezza, con espressione al naso di zucchero filato, mela rossa, pomelo, fiori bianchi, agrumi e nocciola. Il perlage è molto fine, al gusto dona freschezza e concentrazione, lunghezza con in equilibrio tra tocco zuccherino e sapidità, finale tipicamente gessoso.

Rosé 2018

Maggioranza Pinot noir al 78% (dai villaggi di Aÿ, Mareuil-sur-Ay, Bouzy, Ambonnay e Tauxiéres-Mutry) e Chardonnay al 22% (da Avize e Bergères-les-Vertus). Dosaggio a 7 g/l, affinamento di 5 anni, sboccatura dell’aprile 2024. Ha una notevole vocazione gastronomica, con ampiezza olfattiva (prugna, fragola, mela matura, pietra focaia). Al palato si caratterizza per ampiezza e ricchezza, mantenendo eleganza e mineralità.

Brut Millésime 2018

Qui domina il Pinot noir al 67%, Chardonnay al 33%. Il Pinot proviene da Aÿ (29%), Ambonnay (20%), Bouzy (18%). Lo Chardonnay è di Avize. Dosaggio 6,5 g/l e 5 anni di affinamento. Ha complessità e freschezza. Il profumo, molto intenso, dona note tipiche di gesso, mela rossa, acacia e un tocco di foglie di tabacco. Al palato si apprezzano la ricchezza e la lunghezza, un vino “goloso”.

Amour de Deutz 2013

La prima delle tre “cuvée prestige”. Chardonnay 100% che proviene da Avize (39%), Oger (24%), Mesnil (22%), Vertus (10%), Villers-Marmery et Trépail (5%). Dosaggio 7 g/l, 9 anni di affinamento sur lies, sboccatura dell’ottobre 2023. Ha purezza, profondità, voluttà, è una “storia d’amore tra il territorio e il tempo”, commenta Caroline Latrive. È intenso con ricordi di acacia, tabacco fresco, iodio, frutti gialli, agrumi, zenzero. Ha ricchezza, profondità, persistenza e grande freschezza.

Amour de Deutz Rosé 2013

Un blend di Pinot noir (58%) e Chardonnay 42%, con un 6% di vino rosso. Dosaggio 7 g/l, 9 anni sui lieviti. È delicato, con profumo elegante di mirtillo, fragoline, lampone, agrumi secchi, arancia candita e note minerali delicate. Il gusto è fresco, profondo, con materia e sapidità. Ancora molto giovanile nell’espressione.

William Deutz 2014

Assemblaggio di Pinot noir (67%), Chardonnay (28%) e Meunier (5%). Da un’annata “regolare”, o classica che dir si voglia, prodotto in 15 mila bottiglie. Il Pinot proviene da Aÿ (che porta eleganza), Bouzy (lunghezza) e Verzenay (verticalità). Lo Chardonnay da Avize, Mesnil, Choully e Villers-Marmery. Il Meunier da Chamery. Dosaggio 7 g/l, 10 anni di affinamento. È potente, massiccio, con dimensione e persistenza. Al naso è un trionfo di pasticceria, gesso, mela matura zenzero. Al palato è rigoroso, profondo, fresco, lungo e strutturato. Potente ed elegante, con un perlage molto fine.

William Deutz 2008

Assaggiato al termine del pranzo, un colpo di teatro. Sboccatura nel marzo 2022 quindi sur lies per 14 anni, è di commovente freschezza e complessità: al naso è molto intenso con erbe fini, menta, crema di limone e zenzero. Freschezza e lunghezza, con chiusura agrumata invitante.

Foto di apertura: gli Champagne Deutz in degustazione al ristorante Seta di Milano

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