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Alsace Rocks! in tour: viaggio alla scoperta dei vini d’Alsazia

8 Marzo 2025 Civiltà del bere
Alsace Rocks! in tour: viaggio alla scoperta dei vini d’Alsazia

Quattro tappe – due a Milano, una a Parma e una a Torino – per conoscere la ricchezza e la versatilità di questa storica denominazione d’Oltralpe, che spazia dai Crémant ai bianchi identitari, fino agli eleganti rossi a base Pinot nero. Si parte il 31 marzo all’Enoluogo di Civiltà del bere.

Situata al confine nord-orientale con la Germania, l’Alsazia è una delle regioni vinicole più antiche di Francia, oltre che una delle più pittoresche. Le sue vigne – circa 15.500 ettari destinati alla produzione Alsace Aoc – scendono dai monti Vosgi per arrivare quasi fino alle rive del fiume Reno, tra verdi vallate punteggiate da antichi castelli e borghi medievali, dove lo sguardo resta incantato dalle tipiche case colorate a graticcio e dalle stradine acciottolate. Il vigneto alsaziano corre in parallelo rispetto al Reno per 120 km di lunghezza e solo qualche km in larghezza, da Marlenheim a Strasburgo, arrivando a sud fino a Thann. La barriera naturale dei Vosgi limita le influenze oceaniche rinforzando la presenza di un clima continentale e secco (estati calde e inverni freddi), ideale per la crescita e la piena maturazione dei grappoli.

Un mosaico di terroir

Come amano ripetere i produttori locali, i vini d’Alsazia sono un grandioso mosaico di terroir. La storia geologica della regione è decisamente complessa e include ben 13 diverse configurazioni. Si passa dai suoli argillosi a quelli calcarei, dai terreni ricchi di marne a quelli granitici, senza dimenticare le aree scistose e di natura vulcanica. Le zonazioni hanno dimostrato che la maggior parte dei 119 comuni che compongono la Route des Vins d’Alsace insiste addirittura su quattro o cinque formazioni differenti, con un accostamento di parcelle spesso davvero minuscole. L’unicità dei vini alsaziani sta proprio in questa straordinaria varietà, che si riflette in un ventaglio di vitigni capaci di esprimersi con assoluta eleganza e compiutezza. In particolare la tradizione vinicola alsaziana ruota intorno a sette varietà principali, che danno il nome ai vini e conferiscono loro una personalità aromatica ben distinta. Parliamo del Gewurztraminer (senza ü, à la française), del Pinot Blanc, del Riesling, del Muscat, del Pinot Gris, del Sylvaner e del Pinot Noir.

Alsace Rocks!
Il vigneto alsaziano si estende per 15.500 ettari e 120 km di lunghezza © Z. Vardon – Conseil Vins Alsace
 

La Doc e le sue tipologie

Pioniera nello sviluppo della viticoltura biologica dal 1961 e leader mondiale in quella biodinamica, oggi l’Alsazia continua il suo impegno in questa direzione e figura tra i distretti enologici più dinamici di tutta la Francia. La piramide qualitativa è rappresentata dai vini Alsace Grand Cru, che nascono in 51 località con caratteristiche geologiche e microclimi unici, e rappresentano il 3% del totale Aoc. Tre di loro sono riservate al Pinot Noir: Kirchberg de Barr, Hengst (riconosciute nel 2022) e Vorbourg (nel 2024); il resto è legato alla migliore produzione bianchista.
Il 64% dei volumi è etichettato come Alsace Aoc, mente il restante 33% è rappresentato dall’anima petillante della regione, il Crémant d’Alsace Aoc, disponibile in versione Blanc de blancs, Blanc de noirs, Rosé, Brut o Millesimato. Le denominazioni Alsace e Alsace Grand Cru possono essere completate da due menzioni prestigiose che rivelano il loro grado zuccherino più elevato: Vendanges Tardives, ovvero vendemmia tardiva; Sélection de Grains Nobles, la selezione di acini nobili. In un’ottica di valorizzazione delle tipicità locali e dei micro-terroir, il disciplinare prevede anche le denominazioni geografiche comunali e i Lieu-dit.

Alsace Rocks! in Tour: quattro tappe da marzo a novembre

Bianchi freschi e aromatici, rossi raffinati, spumanti leggiadri, vini da sorseggiare giovani o da lasciare maturare in cantina 10 e più anni. Per chi decide di seguire l’hashtag #DrinkAlsace le scoperte da fare sono davvero tantissime. Per conoscere più da vicino le caratteristiche della produzione alsaziana c’è Alsace Rocks! in Tour, la manifestazione itinerante promossa dal Civa, il Comité Interprofessionnel des Vins d’Alsace nei prossimi mesi. In tutto quattro tappe: Milano (con doppia data il 31 marzo e il 18 novembre), Parma (19 maggio) e Torino (17 novembre). Si comincia il 31 marzo all’Enoluogo di Milano, il salotto del vino di Civiltà del bere, con un incontro riservato alla stampa e ai professionisti accreditati. L’appuntamento è dalle 10,30 con un banco d’assaggio di benvenuto; a seguire, dalle 11 alle 12,30, si svolge la masterclass “Vini d’Alsazia: una musica contemporanea che arriva al cuore” condotta dal direttore Alessandro Torcoli.

Alsace Rocks!
La ricchezza dei suoli alsaziani è tale da includere ben 13 configurazioni geologiche © Chez Elles – Conseil Vins Alsace

Il banco d’assaggio

Ciascuna delle quattro Cantine protagoniste della masterclass porta altri due vini al banco d’assaggio di benvenuto, per un totale di otto referenze in mescita. Qui tutti i dettagli:

Domaine Camille Braun

  • Origine Crémant d’Alsace Extra Brut Aoc (Pinot Blanc, Auxerrois)
  • Riesling Lieu-dit Bollenberg Alsace Aoc 2023

Gustave Lorentz

  • Pinot Noir Réserve Alsace Aoc 2022
  • Pinot Gris Grand Cru Altenberg de Bergheim Alsace Aoc 2016

Sipp-Mack

  • Pinot Noir Vieilles Vignes Alsace Aoc 2023
  • Gewurztraminer Vendanges Tardives Alsace Aoc 2018

Domaine Marcel Deiss

  • Riesling Schlossberg Alsace Grand Cru Aoc 2022
  • Lieu-dit Rotenberg Alsace Aoc 2019 (Riesling, Pinot Gris)

I vini e i produttori della masterclass

Alle 11 comincia la masterclass “Vini d’Alsazia: una musica contemporanea che arriva al cuore”. Il sottotitolo recita: “Dal Crémant al Pinot Noir, dai bianchi secchi a quelli aromatici e complessi, un’eterogeneità di stili che si sposa con tutte le esigenze dei nuovi stili di vita”. Il tasting è l’occasione per fare il punto sulle diverse anime enologiche del territorio, sottolineandone la versatilità e la possibilità di spaziare nell’abbinamento e nelle occasioni di consumo che i vini alsaziani permettono. Qui l’ordine di uscita degli otto vini in degustazione:

CRÉMANT D’ALSACE

Gustave Lorentz

  • Crémant d’Alsace Zéro Dosage Aoc 2021 (Pinot Blanc 68%, Chardonnay 21%, Pinot Noir 11 %)

Sipp-Mack

  • Crémant d’Alsace Extra-Brut Aoc 2021 (Pinot Blanc 50%, Chardonnay 25%, Pinot Noir 25%)

PINOT NOIR

Domaine Camille Braun

  • Pinot Noir Lieu-dit Bollenberg Alsace Aoc 2023

Domaine Marcel Deiss

  • Pinot Noir Lieu-dit Burlenberg Alsace Aoc 2019

RIESLING D’ALSACE

Sipp-Mack

  • Riesling Grand Cru Rosacker Alsace Aoc 2021

Gustave Lorentz

  • Riesling Altenberg de Bergheim Grand Cru Alsace Aoc 2020

VINI AROMATICI

Domaine Camille Braun

  • La Chapelle, Pinot Gris Lieu-dit Bollenberg Alsace Aoc 2023

Domaine Marcel Deiss

  • Grand Cru Altenberg de Bergheim Alsace Aoc 2018 (da 13 varietà alsaziane)

Per accrediti stampa

Alessandra Zaco | alessandra.zaco@azcomunicazione.com | T. 339 6534643
Martina Ropa | press@azcomunicazione.com | T. 329 9885618

Foto di apertura: la bottiglia alsaziana, ovvero la flûte del Reno obbligatoria per tutti i vini fermi, è riconoscibile grazie alla sua forma slanciata © Z. Vardon – Conseil Vins Alsace

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