Il calice da vino entra all'università e diventa per la prima volta la materia di un corso di studio. Alla facoltà di Agraria di Milano si è svolto il corso in “Comunicazione e linguaggio del vino” che il professor Walter Filiputti ha dedicato ai laureandi in Enologia. Le lezioni si sono concentrate sulle caratteristiche tecniche che deve possedere il bicchiere ideale per esaltare al massimo le peculiarità di ogni vino. Particolarità come forma del bevante, spessore dell’orlo, altezza del gambo e capacità sono in grado di influenzare in modo decisivo la percezione che si ha del vino al palato, finanche a stravolgere o snaturare lo spirito con cui è stato creato.
I calici utilizzati durante le lezioni sono prodotti da Riedel, storica cristalleria austriaca attiva da ben 11 generazioni. Il corso è stato inaugurato da un saluto del professor Attilio Scienza e ha ospitato, di volta in volta, esperti del settore e produttori che hanno portato in degustazione le loro etichette. Tra gli altri sono intervenuti il friulano Carlo Schiopetto, Raffaella Bologna della piemontese Braida, il salentino Damiano Calò di Rosa del Golfo, l’agronomo Marco Simonit e l’enotecario Angelo Solci. Sono stati protagonisti delle lezioni anche i vini della valtellinese Nino Negri, delle friulane Marco Felluga e Russiz Superiore, gli spumanti Franciacorta Bellavista.