Anche per la storica manifestazione di Düsseldorf, andata in scena tra il 16 e il 18 marzo, i tempi non sono facili. Numeri in calo, critiche, spunti di riflessione e sfide da cogliere nel prossimo futuro. Le considerazioni emerse sulla stampa internazionale.
Per approfondimenti: Vitisphere, Meininger’s International, Wein.plus, Tecnovino, The drinks business e Winetitles Media
Oltre a una netta diminuzione di espositori e di partecipanti ProWein, l’evento che per 30 anni è stato il riferimento principale per il mercato enologico globale, ha dovuto fare i conti con la concorrenza di altre fiere e con le critiche da cui, però, trarre spunti di riflessione anche alla luce del momento complesso che il settore sta affrontando.
I numeri (in calo) di ProWein 2025
Secondo i dati di Messe Düsseldorf, ProWein 2025 ha accolto nello spazio di 11 padiglioni 42.000 visitatori (di cui quasi la metà tedeschi) da 128 Paesi segnando 5.000 presenze in meno rispetto allo scorso anno. Anche il numero degli espositori continua a diminuire: mentre nel 2024 erano 5.326, quest’anno la fiera parla di quasi 4.200 aziende espositrici provenienti da 65 Paesi. In particolare, il numero di espositori italiani è sceso da circa 1.400 a poco più di 800. Ma, a fronte di un innegabile calo numerico, i feedback sono stati prevalentemente positivi.
«Non sono le dimensioni che contano»
Secondo quanto scrive la rivista francese Vitisphere: “Per molti anni ProWein è stata la principale fiera del vino, ma ora si colloca chiaramente dietro Wine Paris, in termini di portata”. L’evento parigino andato in scena lo scorso febbraio ha conquistato il primo posto tra le fiere vinicole dall’appeal internazionale con 52.000 visitatori (10.000 in più di ProWein) e 5.300 espositori. «Cosa significa passare da leader a sfidante?», chiede allora Vitisphere al direttore di ProWein Peter Schmitz, che risponde: «Se si guardano solo i dati grezzi, questa affermazione potrebbe essere vera. Ma il successo si misura solo in base alle dimensioni? Continuiamo a considerarci una fiera di punta con una concentrazione senza pari di leader di mercato e attori affermati nel settore vinicolo internazionale. La fetta della torta si è notevolmente ridotta per tutti (…), ma ora più che mai è il momento di scegliere la piattaforma giusta, una che sia su misura per le esigenze di ogni cliente e aiuti le aziende a concludere buoni affari. In questo senso, ci consideriamo all’avanguardia».
Il padiglione italiano tra i meno frequentati
La rivista ha poi toccato altri temi caldi, tra cui il prezzo più alto degli hotel a Düsseldorf rispetto a Parigi – nonostante la piattaforma di prenotazione alberghiera con camere a meno di 150 euro a notte – e le sfide del futuro. «Con il nostro slogan ‘Scopri il gusto di domani’ abbiamo fatto una promessa autentica. Questo è esattamente il momento in cui è importante mostrare nuove prospettive, ed è ciò che stiamo facendo con ProWein», ha aggiunto Schmitz.
Per Meininger’s International il numero ridotto di visitatori avrebbe, però, consentito una qualità superiore delle conversazioni e degli accordi commerciali. “I giorni in cui si assicuravano affari aspettando clienti senza appuntamento sono finiti. Oggi la pianificazione strategica preventiva, gli incontri programmati e il networking mirato sono fondamentali”, scrive la rivista, che segnala come il padiglione italiano sia stato tra i meno visitati: “Alcuni padiglioni, come quello italiano, sembravano notevolmente più vuoti. Molti espositori italiani si sono recati a Wine Paris all’inizio di quest’anno, quindi era inevitabile che a Düsseldorf si sarebbero verificati meno scambi commerciali”. Al contrario delle aspettative, il padiglione francese è stato visitato da un vasto pubblico, così come i produttori provenienti da fuori Europa.
La forza della fiera
Nonostante lo sviluppo negativo, anche Marius Berlemann, amministratore delegato di Messe Düsseldorf, ha sottolineato l’importanza della fiera, soprattutto attraverso il suo forte orientamento internazionale e l’esperienza trentennale (Wein.plus). Per la rivista spagnola Tecnovino: “In tempi di incertezza dovuti alla situazione globale, alle minacce dei dazi sul vino europeo da parte dell’amministrazione Trump e a un contesto di vendite in calo in tutto il mondo, gli eventi fieristici costituiscono uno spazio sicuro per stabilire contatti e promuovere le vendite”. Monika Reule, direttrice del Deutsches Weininstitut, ha dichiarato: «Gli espositori tedeschi sono stati molto soddisfatti dell’edizione di quest’anno. Con la loro ampia offerta di vini bianchi e rosati freschi, hanno beneficiato della domanda globale per queste tipologie di vino, cosa che si è riflessa nel grande afflusso di visitatori».
I tre punti chiave (più uno)
The drinks business ha invece riunito i tre punti chiave di discussione da ProWein 2025: i dazi e l’imprevedibilità di Donald Trump, la riscoperta delle varietà locali più trascurate e il supporto dell’Intelligenza artificiale al settore. Non si può, infine, trascurare il segmento relativo alle bevande No-Lo (senza o con bassa gradazione alcolica). A tale settore la fiera tedesca dedica ProWein Zero: «40 espositori internazionali (…) hanno presentato la varietà di questo segmento in rapida crescita» (Winetitles Media). Grande successo anche per il nuovo formato ProWein Business Forum, in cui si sono discussi alcuni temi chiave come la sostenibilità, la digitalizzazione e il futuro del consumo di vino.
I prossimi appuntamenti di ProWein nel mondo
La prossima ProWein Düsseldorf si terrà dal 15 al 17 marzo 2026, ma nel frattempo si svolgeranno altri eventi satellite: a Tokyo (15-17 aprile 2025), Hong Kong (14-16 maggio), San Paolo (30 settembre-2 ottobre), Mumbai (31 ottobre-1 novembre), Shanghai (12-14 novembre) e Singapore (21-24 aprile 2026).
Foto di apertura: quest’anno ProWein ha accolto 42.000 visitatori da 128 Paesi © Messe Düsseldorf – ctillmann